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Omelia di don Nico Dal Molin PDF Stampa E-mail
Scritto da don Nico Dal Molin   

 

don-Nico-Dal-MolinConvertitevi e credete...

III Domenica T.O. (anno B) - Omelia Vangelo: Mc 1,14-20


1.    La prima notizia del vangelo odierno è che Giovanni Battista è stato arrestato, per cui Gesù rimane solo. Decide di andare in Galilea. Ci si sarebbe aspettato che rimanesse in Giudea, puntando a Gerusalemme, perché quella è la terra del sacro, del tempio, dei sacerdoti e dei dotti; invece Gesù sceglie la terra che non conta, quella della gente povera ma concreta, terra di frontiera con il paganesimo, in due parole sceglie i lontani, e questa sarà una scelta che lo accompagnerà in tutto il suo ministero; immagine di un Dio che lascia il tempio e scende a cercare l'uomo.

2.    “Convertitevi”, il che non è un ordine ma una proposta resa possibile dalla sua presenza, dalla vicinanza di Dio che viene a sostenere l'uomo nel suo tentativo di fare del bene. Infatti dice convertitevi e credete, cioè apritevi al vangelo, alla buona notizia; o se si preferisce, apritevi alla buona notizia, lasciate entrare il Signore nella vostra vita, e vedrete che convertirsi è possibile, per questo convertirsi e credere sono due cose inscindibili: una tira l'altra.

3.    Se Gesù ci fa questa proposta è perché lui ha sperimentato nei suoi trent'anni a Nazareth, che convertirsi, mettendo suo Padre al primo posto nella sua vita e assumendo il suo modo di vedere le creature, a costo di andare contro corrente, è bello; e questo va detto e ribadito mille volte, cercando di annientare le correnti di pensiero che ci hanno presentato la conversione come una cosa triste e contraria al desiderio di vivere insito nell'uomo. E' vero che è impegnativo, come tutte le cose serie e importanti della vita come nello sport, ma è sopratutto bello scoprire la presenza di Dio nella nostra vita e ricevere da Lui la forza per fare cose belle e utili.

4.    Cercateli in quel loro mondo dove credono di vivere e non vivono, che credono vitale e invece è senza ossigeno. Mostrate che l’uomo, pur con la sua pesantezza, è fatto per un’altra respirazione, un’altra luce. I pescatori che sapevano solo le rotte del lago, scoprono dentro di sé la mappa del cielo, del mondo, dell’uomo.

5.    Camminando lungo il mare di Galilea, Gesù vide… In un giorno qualunque, in un luogo qualunque Gesù cammina e guarda. Vede Simone e in lui intravede Cefa', la Roccia. Vede Giovanni, ma nel pescatore indovina il discepolo dalle più belle parole d’amore. Un giorno guarderà l’adultera e in lei vedrà non la peccatrice, ma la donna. Il maestro ha camminato anche in me; mi guarda, e nel mio inverno vede grano che germina, una generosità che non sapevo di avere, intuisce melodie che non ho ancora espresso.

6.    Venite dietro a me. Perché? La ragione di tutto è nel pronome personale, dietro a me; il motivo oltre il quale è impossibile risalire è Lui. Affidarsi precede la missione: diventare pescatori di uomini. I quattro sapevano pescare. Ma «pescatori di uomini» è una frase inedita, un po’ illogica, nulla di simile nelle Scritture. E significa: vi farò cercatori di uomini, come se foste cercatori di tesori.

7.    La chiamata degli apostoli ci rivela che quest'annuncio ci coglie proprio là dove viviamo, che non abbiamo scuse di sorta, che non possiamo nasconderci dietro i troppi impegni e le troppe cose da fare, né rimandare ad una settimana di esercizi la nostra conversione: al lavoro Gesù chiama Simone e Andrea, mentre riposano chiama Giacomo e Giovanni. Gesù passa e ci chiama, tutti, ovunque. Lasciamo le reti, tutte le reti che ci legano, i pensieri, i giri di testa, i troppi impegni che ci impediscono di lasciarci amare da Cristo. Il suo messaggio continua attraverso la nostra piccola vita, dentro il nostro percorso quotidiano.

 

 don Nico Dal Molin  (diretore del Centro Nazionale Vocazioni)

 

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